RESTAURO

Conservazione e tutela

Scopo del restauro “è di conservare e di rivelare i valori formali e storici del monumento”; esso “si fonda sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche”.

1964 Carta di Venezia

 

 L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad ospitare nel suo territorio la più alta concentrazione di patrimonio storico artistico, non solo monumentale. Tale patrimonio nelle sue evoluzioni storiche ha da sempre necessitato di continui interventi di manutenzione e di restauro, eseguiti in passato con l’esclusiva volontà della perpetuazione delle testimonianze storico-artistiche, escludendone la rivisitazione funzionale.

Nel corso del Novecento, ci si è resi conto a livello internazionale, dell’esigenza di condividere principi comuni univoci circa il restauro e la sua metodologia, affinché tale attività divenisse sempre più scientifica e meno empirica. L’organizzazione di conferenze internazionali, presiedute da studiosi e professionisti di fama mondiale, hanno avuto come obiettivo quello di formulare teorie sui principi del restauro, espresse in documenti sintesi chiamati “carte del restauro”. L’evoluzione della concezione del restauro trova espressione in queste “carte” , dalla carta di Atene del 1931, definita la “carta del restauro scientifico” fino alla recente carta di Cracovia del 2000, che si rifà ai principi della carta di Venezia, ma introducendo una grande novità:  : in questo documento si parla per la prima volta di “patrimonio”, non più di “monumento” architettonico; inoltre il restauro deve essere applicato non solo agli edifici ma esteso anche ai centri storici. Oggi possiamo affermare che rispetto al passato l’attività del restauro non si può limitare ad azioni rivolte al solo immobile, ma deve puntare anche alla fruizione del bene culturale, presupposto insostituibile. Il bene culturale si può ritenere tutelato se persiste il legame tra il restauro e la sua valorizzazione, in relazione alla continuità nel tempo che entrambe le attività prevedono.

Il Restauro  e la tutela dei beni culturali pongono il problema della valorizzazione, rifunzionalizzazione e compatibilità ambientale in una ampliata visione del processo di conservazione, che vede l’edificio non più  come un elemento a sé stante da  “rimettere in sesto” ma come parte di un contesto ben più ampio e complesso.

Il Restauro dovrebbe pertanto essere considerato come un ponte tra conservazione ed innovazione, come pratica di eccellenza del nostro Paese, che non spreca risorse ma le recupera, le rigenera e le rende produttive.

ARF ART è impegnata   nello studio di progetti proiettati alla rivitalizzazione del centro storico di Napoli, al fine di contribuire al passaggio dalla cosiddetta “difesa passiva” alla “conservazione attiva” del patrimonio. A Napoli, più che altrove, i quartieri hanno la funzione di diventare i “luoghi delle identità” ed è pertanto nostra intenzione promuovere le “identità dei luoghi”. Stiamo analizzando ed interpretando in maniera dinamica alcuni di questi luoghi del centro storico, individuando  pregevoli edifici vuoti (di cui si stenta ad avviarne il riutilizzo attraverso progetti e programmi di rifunzionalizzazione)  come possibili poli di attrazione, configurando l’ipotesi di insediare funzioni ed attività in grado di valorizzare la struttura sociale ed economica del quartiere.

All’interno del dibattito sulla riqualificazione del centro storico della città di Napoli il tema del recupero e del riutilizzo degli edifici dismessi si colloca in posizione centrale, assumendo un ruolo determinante nella trasformazione urbana e nei nuovi indirizzi della pianificazione urbanistica. Grandi complessi monumentali di rilevante valore architettonico, ma anche edifici significativi distribuiti nel tessuto urbano versano,  da decenni, in parziale o totale stato di abbandono e sono oggi in attesa dell’avvio dei lavori di restauro programmati dal Programma Unesco Centro Storico e della loro successiva destinazione d’uso.

Siamo quindi davanti ad un immenso potenziale di sviluppo,di rigenerazione e di rifunzionalizzazione urbana.