PERCHE’ NAPOLI DOMUS ARTIUM?

PERCHE’ NAPOLI DOMUS ARTIUM?

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PERCHE’ NAPOLI DOMUS ARTIUM?

PERCHE’ NAPOLI DOMUS ARTIUM?

 

NAPOLI DOMUS ARTIUM è un progetto nato dalla profonda consapevolezza della grave precarietà ed incertezza che caratterizzano il vivere oggi in una città come Napoli: città grandiosa per valore e potenzialità, ma penosa per qualità di vita, servizi ed offerte occupazionali.  Pensare a “cosa” fare, se rassegnarsi o indignarsi, restare o andare via, ha sollecitato il desiderio di trovare un “come” fare: un’idea, una modalità di intervento, una sperimentazione possibile per rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare.

NAPOLI DOMUS ARTIUM vuole essere pertanto un’ipotesi di modello da sperimentare su aree circoscritte della città, monitorandone gli effetti sulla compagine urbana e socio-economica. Il progetto si propone di stimolare le risorse endogene del territorio mediante i canali dell’Arte: Artigianato, Musica e Teatro attraverso la gestione del patrimonio immobiliare pubblico, comunale e/o religioso.

L’Arte da sola non basta: ha bisogno di luoghi in cui farsi conoscere e ri-conoscere, in cui aggregare e richiamare individui: giovani, adulti, anziani per mescolare bisogni, confrontare esperienze, cooperare per una città vivibile.

Sono forse più di 200 le chiese chiuse che attendono di essere riaperte e fruite, restituite alla comunità; numerosi sono gli edifici comunali vuoti da riempire. Ma il vuoto non è solo quello degli edifici, ma quello dei pensieri, delle azioni, degli animi che vagano e rimbalzano come palline alla ricerca di un senso, di qualcosa che appare perduto. NAPOLI DOMUS ARTIUM intende attivare una modalità di “riempimento” di questi vuoti mediante una connessione tra tessuto edilizio, ambiente urbano e tessuto sociale, riequilibrandone fruibilità e funzioni, rivitalizzandone le risorse, recuperandone la dignità. Si tratta di riscoprire il valore delle relazioni: tra individui, tra cose, tra costruito ed abitato, tra  mente e cuore.

Mediante l’ ARTIGIANATO, la MUSICA ed il  TEATRO, questo progetto intende avviare un’opera di sensibilizzazione e rieducazione, formazione ed occupazione, offrendo una nuova visione del rapporto con il contesto territoriale di appartenenza, in cui sia possibile scoprire un rinnovato senso di appartenenza: umano, civile ed estetico.

Questo potrebbe andare in direzione di un  MODELLO DI ESTETICA E DI ECONOMIA CIVILE, perché tutti gli sforzi tesi a rigenerare il rapporto dell’individuo con il suo habitat, producono  benefici: sociali, economici, civili, estetici, al livello personale ed interpersonale su piccola e grande scala, nel breve e nel lungo periodo. Un siffatto approccio consentirebbe a città complesse come Napoli di autosostenersi ed autodisciplinarsi, di risvegliare al loro interno risorse sopite o latenti ed attivarle per soddisfarne i bisogni e le necessità.

Strumento indispensabile per la realizzazione di una strategia di rigenerazione urbana è la CULTURA.

CULTURA COME MATERIA PRIMA per conoscere, dialogare, crescere. La cultura favorisce l’innovazione, la creazione di reti, sviluppa saperi e competenze, stimola la nascita di una leadership competitiva, capace di produrre benessere e ricchezza.

La Cultura dovrebbe essere la chiave di accesso a tutti quei luoghi depositari di memorie dal valore storico, artistico, scientifico, tecnologico, di tradizione. Una sorta di filo di Arianna per ritrovare la forza delle idee, del sapere, della libertà di pensiero e di parola, con cui possibile “fare”, recuperando tutto quello che c’è da recuperare e valorizzando quello che merita di essere valorizzato. Non c’è più nulla da costruire  se non una nuova visione del vivere, ove la conoscenza diventi consapevolezza e dia nuovi impulsi alle relazioni tra le cose, rivalutandone gli aspetti più profondi e per questo spesso inafferrabili.

Speculare, forse complementare alla Cultura è l’ARTE, espressione tangibile dell’opera scientifica ed emozionale dell’uomo, capace di rivelarne lo “straordinario” che magnetizza ed attrae.

L’Arte rivela l’inafferrabile e vi ci conduce, passando attraverso la sensazione e l’interiorizzazione di suoni, forme, immagini. MUSICA, TEATRO ed ARTIGIANATO sono i tre settori che costituiscono l’impianto di NAPOLI DOMUS ARTIUM. Sono gli “attrattori” di risorse umane e di tutto il capitale a rischio: nuclei preposti alla captazione, accoglienza e cura di quella parte di tessuto sociale e di patrimonio storico, artistico, architettonico  seriamente compromesso dal degrado e dall’indifferenza.

CRESCERE E COSTRUIRE CON LA MUSICA

La MUSICA, nell’ambito di NAPOLI DOMUS ARTIUM è un diritto a cui tutti i bambini, fanciulli e ragazzi possono accedervi in maniera gratuita e senza discriminazione alcuna. Finalmente la musica può essere insegnata ed appresa liberamente, senza costrizioni o condizionamenti di natura economica. Tutto questo è possibile perché per il settore Musica si prefigura un’adesione al «Comitato  Onlus  Sistema  delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili» per dare inizio ad una nuova stagione di rinnovamento sociale basato sulla fondamentale  esperienza della musica.

Il Sistema delle Orchestre Infantili e Giovanili è una rete nazionale composta da esperienze locali nel quadro di un coordinamento nazionale e regionale. Esso si ispira a “El Sistema”,  ovvero ad un modello didattico  musicale creato da Josè Antonio Abreu in Venezuela. Si tratta di un sis­tema di educazione  alla musica  a carattere  pubblico,  che prevede un accesso gratuito  per tutti i bambini  ed i fanciulli,  indipendentemente dal ceto sociale  di appartenenza. Si tratta di un vero e proprio sistema integrato di formazione musicale che emancipa i giovani  dalla strada,  dalla criminalità,  dalla droga,  offrendo  loro un’occasione di riscatto

esistenziale.

UN PALCOSCENICO PER TUTTI

Il TEATRO! Realtà e finzione si alternano come il giorno e la notte su palcoscenici ora comici ora drammatici, perpetuando l’eterno gioco della vita, esasperandone talvolta i toni e spargendo qua e là accenti di  pura fantasia. Il Teatro promuove l’integrazione  tra gli individui nelle loro diversità;  il lavoro di gruppo ne favorisce la socializzazione,   la comunicazione di esperienze diverse e la condivisione  di obiettivi comuni,  attraverso il gioco e la rappresentazione. Mediante la disciplina  teatrale l’individuo  impara a relazionarsi con gli altri ed a comunicare  al di là delle barriere di tipo sociale,  culturale,  di genere, iniziando un percorso formativo che ne favorisce l’ integrazione e la crescita culturale.

Il teatro napoletano  vanta una millenaria  tradizione  che reca in sé i caratteri peculiari e distintivi della sua cultura, del suo costume,  del suo folklore. E’ un patrimonio  di tradizioni ancora oggi fortemente vitale, che accoglie  spac­cati di un tessuto urbano notevolmente variegato e caratteristico.

Il TEATRO che NAPOLI DOMUS ARTIUM propone attinge alla tradizione riscoprendola e valorizzandola, per orientarsi  alla realizzazione  di  laboratori  innovativi  che  oltre allo studio  tipico della rappresentazione  teatrale, sperimentano  anche tutto il percorso di allesti­mento e preparazione  della “scena”,  coinvolgendo per questo,  artisti, scenografi,  sceneggiatori. Il fruitore del progetto  sarà pertanto  sensibilizzato  anche alla conoscenza  della macchina  teatrale ed a  confrontarsi  con più discipline, con le quali potrà sperimentarne la predisposizione e l’interesse.

IL LAVORO MANUALE TRA FORMAZIONE ED OCCUPAZIONE

ARTIGIANATO e non solo. Riscoperta del lavoro fatto con le mani, della cura, della dedizione, dell’attenzione al dettaglio, della voglia di misurarsi con le proprie  abilità e migliorarle per crescere, del tempo che un lavoro ben fatto richiede, della soddisfazione e

dell’appagamento per aver realizzato con le proprie mani un lavoro di qualità, “a regola d’arte”. Le mani trasferiscono all’oggetto umanità, perché in esse c’è vità, calore, anima. NAPOLI DOMUS ARTIUM  mediante il settore ARTIGIANATO  intende dimostrare non solo il valore e l’assoluta superiorità del lavoro manuale, ma anche le sue notevoli potenzialità quando con esso si reinventa e si ricrea un nuovo modo di produrre e  di lavorare. La rielaborazione della tradizione attraverso un nuovo apparato organizzativo e distributivo può consentire un’offerta di mercato innovativa e competitiva, in cui la formazione non è più fine a se stessa, ma diventa dinamica, capace cioè di sperimentare l’intero ciclo di produzione, dalla realizzazione del prototipo dell’oggetto fino alla sua immissione sul mercato, potendone valutare pertanto il rapporto costi/benefici. E’ in questa prospettiva che NAPOLI DOMUS ARTIUM intende inserire l’attività di formazione: realizzando un vero e proprio circuito in cui l’apprendimento passa dal piano teorico a quello pratico attraverso una continua verifica tra livello formativo e spendibilità occupazionale.   Questo è reso possibile da una strutturazione a rete dei corsi /laboratori, che consente una dinamica interazione tra domanda (richieste del mercato) ed offerta formativa (spendibilità occupazionale).

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