ARTIGIANATO

Valore e qualità nel lavoro manuale

“È ora di restituire valore al lavoro fatto con le mani, ma sempre con perizia artigianale, e di guardare al passato per ricostruire il nuovo su basi solide. L’uomo artigiano non è solo chi lavora con le mani, ma è colui che svolge bene il proprio mestiere, a “regola d’arte”, che ci mette un forte impegno personale, che pone attenzione al dettaglio, che è innovativo, che pensa a quanto può crescere migliorando le sue abilità, ad avere tutto il tempo che serve per riuscirci, ma soprattutto che è appagato da quello che fa”.

(Richard Sennett, sociologo prof. alla New York University).

 L’artigianato di tradizione, in tutte le sue espressioni, costituisce per tutti un patrimonio prezioso che va salvaguardato e valorizzato.  L’epoca che stiamo vivendo si contraddistingue per la velocità e la profondità delle trasformazioni economiche e sociali. Tutto si brucia in fretta ed è sempre presente il rischio che i tratti più autentici del nostro artigianato e della nostra produzione artistica vengano stravolti e dispersi. Nonostante tutto, le tradizioni sono forti, sopravvivono poiché storicamente legate alla semplicità della vita di persone che si adoperano con entusiasmo nel realizzare oggetti per il quotidiano, al di fuori di qualsiasi fenomeno di massa. Se poi questo lavoro è associato alla ricerca della “bellezza estetica”, alla valorizzazione ed alla conservazione di lavorazioni mai desuete, la tradizione si nobilita. Gli oggetti di artigianato se attualizzati ed adattati   alla realtà odierna, oltre ad essere portatori della nostra cultura, assumono anche rilevanza economica, diventando un patrimonio peculiare che merita di essere tramandato alle generazioni future.

Una rivalutazione questa, non dissociabile da una costante opera di educazione, formazione, orientamento delle nuove generazioni ai mestieri d’arte della contemporaneità e della tradizione:  la perdita di un saper-fare costituisce un danno sociale, economico e culturale che in molti settori  è già una minaccia reale.

L’artigianato   artistico,   in  ragione   delle  sue  specificità   produttive,   avverte l’esigenza del ritorno alla centralità della fase creativo-progettuale, di  orientarsi alla produzione  autonoma  di nuovi modelli  legati ai saperi, ai materiali ed alle tecniche posseduti  o acquisibili.

L’investimento  culturale è finalizzato a coltivare la capacità di ricerca e sperimentazione  che è di vitale importanza per acquisire una nuova spinta creativa ed arrestare l’impoverimento di quelle manualità che, in passato  avevano proprio nei mestieri il loro paradigma illustre di riferimento. L’intento  è quello di recuperare  attraverso l’arte,  le radici  della nostra cultura; crediamo che coniugandole con la creatività e l’innovazione  si possano  trovare modelli di sviluppo  migliori e più sostenibili.  Le potenzialità di un simile contesto,  capace di valorizzare talento e talenti locali attraverso un percorso economicamente, ecologicamente e socialmente  equilibrato, sono enormi ed in grado di dialogare con le varie realtà del design internazionale. A tal fine i nuovi mezzi di comunicazione possono  aiutare a creare inedite opportunità di visibilità  e di business.

Il riposizionamento dell’artigianato nel circuito economico nazionale ed internazionale deve essere condotto attraverso lo studio del concetto di “innovazione” e la sua spendibilità attraverso i canali della “formazione”.

«Per essere competitivi occorre saper sviluppare un vantaggio basato non solo su un’ economia della conoscenza o su di una forza-lavoro sviluppata su grandi numeri, ma su autentiche capacità di reinventare continuamente la propria professionalità per seguire, assecondare, o in alcuni casi addirittura anticipare le richieste del mercato. Capacità che in molti casi è possibile rintracciare nel DNA dei mestieri d’arte» .